PEPPINO E’ MORTO! PEPPINO E’ VIVO!
Il 9 maggio del 1978 Peppino Impastato muore per mano mafiosa, 5 kg di esplosivo dilaniano il corpo di chi ha avuto il coraggio di opporsi al proliferare del sistema mafioso.
Oggi la mafia continua a tessere reti tra sistemi politici, tessuto cittadino, appalti, edilizia, stringendo in una morsa che appare sempre più oscura il nodo intorno alla gola di una società “civile”.
Perché credo non si debba mai abbassare la guardia, non si debba mai pensare che la Mafia è sconfitta, non esiste è un ricordo, per questo posto una puntata di radio AUT.
Così come in Sicilia, anche qui in Puglia continueremo a dire no alla mafia, che sia Sacra Corona Unita o Libera, che abbia questo o quel nome ricordiamo a tutti i mafiosi che:
“Verremo ancora alle vostre porte e grideremo sempre più forte:
Voi non potete fermare il vento, gli fate perdere solo del tempo”
Fascisti su Marte… NO in Puglia
“Certo bisogna farne di strada da una ginnastica di obbedienza, fino ad un gesto molto più umano che ti dia il senso della violenza, però bisogna farne altra e tanta per diventare così coglioni, da non riuscire più a capire che non ci sono i poteri buoni” scriveva così Fabrizio De André, e mi sembrava un ottimo modo per cominciare questo articolo, un articolo paradossale che mi ritrovo a scrivere in un sentimento misto tra sdegno e stupore.
Si proprio perché ”ARRIVANO I FASCISTI” è questo l’allarme che lancia il popolo della rete, anche se in realtà i fascisti non sono mai andati via dall’Italia.
Dal MSI fino ad AN passando per Scilipoti o per Ignazio Benito Maria La Russa, i fascisti in Italia ci sono sempre stati, e sono sempre stati ben radicati negli organi di governo.
L’ambiguità italiana continua a stupire, infatti se ti definisci “Anarchico” rischi la galera, ma se ti candidi con un Partito NEOFASCISTA hai solo prime pagine sui quotidiani.
Mi riferisco a Giuseppe Lassandro, candidato Sindaco di Santeramo con il MFI-PSN (Movimento Fascismo e Libertà – Partito Scialista Nazionale), e ci si meraviglia (mica tanto alla fine) per come la legge italiana, non punisca la nascita di un partito FASCISTA in Italia, ma addirittura avalla la candidatura a Sindaco grazie a numerose sentenze di vari tribunali tra cui quello di Brindisi. Leggi il resto di questo articolo »
L’ORO NERO
La Prof.ssa Maria Rita D’Orsogna è ricercatrice presso la California State University at Nordhoff St., Mathematic Department Los Angeles (Usa). E’ di origini abruzzesi, vanta un ricco curriculum vitae nel campo della ricerca, è esperta di inquinamento da idrocarburi.
Impegnata in prima linea contro il rischio della petrolizzazione d’Italia è stata definita in più occasioni e da testate estere l’Erin Brockovich d’Abruzzo (il noto film diretto da Steven Soderberg e interpretato da Julia Roberts).
La MdO (Manichino d’Ottone), un team abruzzese di produzione di cortometraggi, documentari e reportage, ha dedicato alla Prof.ssa D’Orsogna il documentario “Spero di conoscerla presto”, che racconta la vita della ricercatrice italo-americana e la situazione petrolifera d’Abruzzo.
http://www.dorsogna.blogspot.com/
http://www.csun.edu/~dorsogna/
L’oro nero from jibrail on Vimeo.
UBUNTU incontra SERGE LATOUCHE
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Serge Latouche (Vannes, 12 gennaio 1940) è un economista e filosofo francese. È uno degli animatori de La Revue du MAUSS, presidente dell’associazione «La ligne d’horizon», è professore emerito di Scienze economiche all’Università di Parigi XI e all’ Institut d’études du devoloppement économique et social (IEDS) di Parigi. Specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud e dell’epistemologia delle scienze sociali. E’ considerato il principale promotore dell’idea della decrescita. È, inoltre, tra gli avversari più noti dell’occidentalizzazione del pianeta e un sostenitore della decrescita conviviale e del localismo. Critica il concetto di economia intesa in modo formale, ossia come attività di mera scelta tra mezzi scarsi per poter raggiungere un fine. Rifacendosi in tal senso al pensiero di Karl Polanyi egli mira a proporre nelle sue opere il concetto dell’economico, rifacendosi alla definizione di economia sostanziale, intesa come attività in grado di fornire i mezzi materiali per il soddisfacimento dei bisogni delle persone. Critica, inoltre, il concetto di sviluppo e le nozioni di razionalità ed efficacia economica. Nemico del consumismo, Latouche è anche uno dei critici più acuti della ideologia universalista dalle connotazioni utilitariste: rifacendosi anche alle concezioni di Marcel Mauss e di Ivan Illich, rivendica la liberazione della società occidentale dalla dimensione universale economicista. A coloro che nel mondo contemporaneo mettono in discussione la prospettiva universalista, cioè la pretesa della civiltà occidentale di imporre a tutto il mondo una serie di valori considerati validi per tutto il genere umano si obietta d’altra parte che criticando l’universalismo, si può finire nel relativismo e nel particolarismo. Latouche ribalta questa accusa addossandola proprio all’universalismo che non è altro che una creazione ideologica occidentale, di un occidente che in nome della propria identità, dell’identità della tribù occidentale pretende d’imporre un imperialismo culturale al resto del mondo. Contro l’universalismo Latouche rivendica invece la necessità di valorizzare l’aspirazione a un dialogo fra le culture, a una coesistenza delle culture proponendo un “universalismo plurale,” che consiste nel riconoscimento e nella coesistenza di una diversità, e nel dialogo fra queste diversità. |
DEEP TRANSITION
Raccontare: compito impegnativo quant’altri mai.
Raccontare un paese, paese nuovo, paese novità, paese sorpresa di cui le cronache “orientate” dei mille gazzettieri interessati (interessanti quasi mai, pennivendoli quanti sono al servizio del notizionismo omnicomprensivo ) ci hanno spesso presentato un ritratto miserevole e parziale.Raccontare il volto, l’atmosfera, il puzzo di sudore della gente che vive e che deve muovere il culo per vivere e sopravvivere: compito immane, da far tremare le vene, da far bruciare gli occhi nello sforzo di osservare una realtà immaginata, forse, appresa capita…carpita certamente no, o meglio certamente non ancora, non a quel primo sguardo ansioso che allo sbarco non riesce ad abbracciare tutto il visibile, il godibile il conoscibile e che vorrebbe invece tutto conoscere, godere, immagazzinare.
Raccontare senza lasciarsi prendere dalla frenesia delle immagini inconsuete e pure già previste dentro di noi che ce le portiamo dietro dall’infanzia e dai ricordi del vivere quotidiano.
Raccontare con immensa pazienza, con calma, con grande rispetto delle immagini che vorrebbero probabilmente rovinarci addosso con la loro bellezza rutilante, che vorrebbero sommergerci di suoni, di colori, di domande inespresse. Leggi il resto di questo articolo »
LIBERATE ROSSELLA !!!
Nella notte tra sabato 22 e domenica 23 ottobre è stata sequestrata Rossella Urru, giovane cooperante internazionale. Rossella è stata prelevata dal campo profughi del popolo Saharawi nell’area di Tindouf, assieme a due volontari spagnoli. Dopo oltre 30 giorni l’azione è stata rivendicata da un nucleo di matrice estremista.
” Rossella è molto conosciuta a Ravenna: è stata la prima laureata (a pieni voti e con menzione speciale) in Cooperazione Internazionale alla facoltà di Conservazione dei Beni Culturali con una tesi sul popolo Saharawi.
IN SEGUITO ha lavorato come responsabile di un progetto di cooperazione avviato dal Comune per la tutela delle donne e dei bambini di quel Paese. Le amiche e i colleghi delle organizzazioni locali sono in apprensione e di lei ricordano la grande competenza e il grande desiderio di dedicarsi al prossimo. Salvatore Ricca Rosellini, presidente dell’Associazione forlivese per le Malattie del fegato onlus è stato nei campi saharawi con Rossella Urru l’ultima volta nel gennaio 2010.
«I nostri progetti sono stati possibili grazie alla collaborazione con il Cisp,la ong alla quale appartiene la giovane, e proprio lei è stata preziosa per il nostro lavoro — racconta Rosellini —. Speriamo che tutto si concluda per il meglio, la nostra apprensione è grande».
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Per quanto voi vi crediate assolti, siete lo stesso coinvolti.
IO NO CHE NON M’ANNOIO!
di Valentina Stefanelli
Oggi per l’ennesima volta incredulità e rabbia sono venute a farmi visita.. e come spesso accade ho un irrefrenabile impulso a scrivere.
Il nostro caro Super Mario Monti ha affermato che il “posto fisso” è noioso. Caro Monti vada a dirlo in faccia al giovane laureato, ricercatore precario che dopo aver speso fior fior di quattrini per la propria formazione, lavorato la sera per 4 soldi e in 3000 pub diversi si ritrova a casa in preda all’ansia ad aspettare la tanto attesa telefonata di un colloquio che forse non arriverà mai, o colui che prende un treno al mese per andare a fare concorsi, a sbattersi di qua e di là consapevole che i posti di quel concorso sono già occupati dai cari “figli di papà”.
Oppure vada a dirlo al giovane operaio che si alza ogni mattina alle 5, ha dei figli da mantenere, un mutuo da pagare, e poi bolli, bollette, assicurazioni, canone e quant’altro, che torna la sera stanco ed esausto con nemmeno la voglia di dire ciao al proprio figlio. Vada a dirlo al giovane “bamboccione” che deve convivere non solo con la propria angoscia per non potersi per es. comprare una casa e vivere da solo o in compagnia (come legittimamente gli spetta), ma anche con quella dei propri genitori ansiosi di volerlo vedere “realizzato”. O vada a dirlo al genitore che viene licenziato a 50 anni, che non ha ancora diritto alla pensione, e si ritrova costretto a farsi prestare i soldi dal figlio, che magari con quei soldi poteva pagarsi una rata della macchina .
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E tu, tu lo chiami amore e non sai che cos’è…
Ho ricevuto in questi giorni una mail da parte degli amici di EveryOne che ho deciso di postare nel blog, sia per la crudezza della storia, sia per la stupidità del pretesto.
Voglio sin da subito dare tutta la mia solidarietà ed appoggio a Becley Aigbuza, che ha come stupida “colpa” quella di essere omosessuale.
Nessuna solidarietà invece per il governo nigeriano, ha come gravissima onta quella di essere “omofobo” .
USA, rifugiati LGBT: Becley Aigbuza, gay nigeriano stuprato e seviziato in Patria, rischia la deportazione da San Diego. Appello del Gruppo EveryOne al presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama, al segretario di Stato Hillary Clinton e al governatore della California Edmund Brown Jr.
Becley Aigbuza (nella foto), ventottenne omosessuale originario di Benin, Nigeria, negli Stati Uniti d’America dal 1994, all’età di undici anni, rischia ora la deportazione da San Diego (California), dove vive, verso il Paese d’origine.
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De Falco Scrive al web
Mi è arrivata questa lettera che da qualche ora gira sul web e nei social network, tutte le testate fino ad ora danno come attendibile questa lettera, con il beneficio del dubbio ho deciso di pubblicare.
Dimenticatevi di me.Smettete di parlare di me.
Io ora ho solo bisogno di silenzio.
L’eroe non sono io.
L’eroe è il mio sottocapo Alessandro Tosi, è lui che ha capito tutto quella notte.
È lui che alle 22,07 guardando un puntino verde su un monitor senza sapere nulla che non fosse una telefonata dai carabinieri di Prato mi ha detto, ‘comandante’, quella nave da crociera va troppo piano, 6 nodi… che ci fa a 6 nodi e a rotta invertita la Concordia? Comandante, chiamiamoli. Lì c’è un guaio. Un altro eroe? Sapete chi ha salvato quasi tutte le persone quella notte dopo che il comandante aveva abbandonato la nave? Un ragazzo meraviglioso del nostro elisoccorso. Marco Savastano.
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